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Premio a Gottfried Ugolini
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1/4/2026

Personalità politica dell'anno 2025

Premio a Gottfried Ugolini

La Società di Scienza Politica dell’Alto Adige conferisce a Gottfried Ugolini il riconoscimento di “Personalità politica dell’anno 2025” allo STA di Bressanone, dove è attivo nell’ambito di corsi, conferenze e nella formazione sacerdotale, per il suo impegno pluriennale nell’elaborazione e nella prevenzione della violenza sessualizzata all’interno della Diocesi di Bolzano-Bressanone. “Il suo operato è esemplare di una concezione della politica che va oltre il potere istituzionale, ponendo al centro la responsabilità, la trasparenza e la tutela dei diritti fondamentali”, affermano Elisabeth Alber e Alice Engl, co-presidenti della Società di Scienza Politica dell’Alto Adige. Dopo la consegna del premio, l’elogio a Gottfried Ugolini e le parole del premiato, è seguita una tavola rotonda moderata da Harald Knoflach. Oltre al vincitore del premio, Maria Sparber, mediatrice indipendente per i casi di abuso all’interno della Chiesa della diocesi di Bolzano-Bressanone, e Martin M. Lintner, decano dello STA di Bressanone e professore di teologia morale e teologia spirituale, ha partecipato anche Roland Angerer, una vittima, che ha esortato con forza ad avere il coraggio di rivolgersi ai servizi di assistenza e di ascolto. Ha inoltre ricordato che abbiamo sempre la possibilità di scegliere su cosa concentrare la nostra attenzione e di dare un senso alla nostra vita.

Da oltre quindici anni Ugolini si dedica al tema dell’abuso istituzionale e, in qualità di referente per la prevenzione e successivamente di responsabile di processi centrali di elaborazione, ha contribuito in modo decisivo a creare strutture adeguate e a riconoscere l’abuso come problema strutturale. Con il progetto “Il coraggio di guardare” è stato avviato per la prima volta in una diocesi italiana un processo di elaborazione complessivo e accompagnato da soggetti esterni, che ha ricevuto attenzione anche oltre il contesto regionale e ha fissato nuovi standard nella gestione della responsabilità istituzionale. Al tempo stesso, una valutazione completa non può prescindere dal riconoscimento delle tensioni e delle fratture emerse in questo percorso. L’elaborazione non è stata priva di conflitti: decisioni sono state oggetto di dibattito critico, competenze messe in discussione e dipendenze istituzionali rese evidenti. Lo stesso Ugolini ha riconosciuto questi limiti e ne ha tratto le conseguenze. Proprio questa disponibilità all’autocritica evidenzia una concezione della politica fondata sulla capacità di apprendere, sulla riflessione e sull’assunzione di responsabilità. In questo contesto, Ugolini sottolinea: “L’elaborazione e la prevenzione sono conseguenze necessarie e imprescindibili del fatto che le persone colpite hanno trovato il coraggio di dare parola al silenzio. Ciò richiede un cambiamento culturale nella Chiesa e nella società, nonché un atteggiamento adeguato affinché ogni forma di abuso sia riconosciuta e perseguita come una violazione della persona, della sua dignità e della sua libertà. È compito di tutti garantire che si faccia tutto il possibile per prevenire gli abusi e, se necessario, per individuarli tempestivamente e intervenire con competenza.”

Al centro del suo impegno vi sono state e vi sono le persone colpite. Ugolini ha più volte sottolineato che senza la loro prospettiva non è possibile alcuna elaborazione credibile. Il riconoscimento della loro sofferenza, la creazione di spazi protetti e l’ancoraggio istituzionale delle loro istanze segnano un cambiamento di paradigma che va ben oltre il contesto ecclesiale, toccando questioni fondamentali di stato di diritto, controllo del potere e responsabilità sociale. In questo senso egli afferma: “Si tratta di guarire, per quanto possibile, le sofferenze subite e di fare giustizia per i torti patiti. Presupposto di ogni prevenzione è la visione di una Chiesa e di una società come luoghi sicuri e protetti per i minori e per tutte le persone.” Il riconoscimento intende pertanto valorizzarlo non come figura priva di difetti, bensì come personalità politica nel senso più pieno del termine: una persona che ha affrontato un tema altamente sensibile, ha sostenuto i conflitti e ha avviato processi necessari. Allo stesso tempo, esso evidenzia che i progressi finora raggiunti rappresentano solo l’inizio di un percorso di elaborazione a lungo termine.

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